martedì 7 aprile 2015

Confermato l’orientamento dei giudici del lavoro di primo grado che nega nei confronti del personale del comparto sanitario il diritto al riconoscimento delle fasce retributive alimentate da risorse regionali aggiuntive



Le sentenze, che di seguito si pubblicano, affermano interessanti principi sulla materia già delibata dai giudici di primo grado, pervenendo, attraverso argomentazioni fondate su di una lettura rigorosa ed analitica della normativa di settore,  ad escludere il riconoscimento del diritto alle fasce retributive finanziate con risorse regionali aggiuntive di cui il datore di lavoro, fra l’altro, non è risultato mai beneficiario.

La sentenza affronta anche, in via preliminare, un’interessante questione di rito che viene risolto alla luce delle notazioni in diritto sviluppate nella motivazione e alle quali si rimanda il lettore. 









giovedì 5 marzo 2015

Non compete la differenza tra i riposi compensativi goduti in virtù di sopravvenuta disciplina aziendale migliorativa e quelli fruiti in forza di precedente regolamentazione pattizia meno favorevole al lavoratore.



Nella fattispecie scrutinata dal Giudice – nella sentenza di seguito pubblicata – è stata data continuità al principio secondo cui nulla compete al lavoratore a titolo di differenza fra i riposi compensativi goduti in base ad una successiva regolamentazione aziendale migliorativa e i riposi fruiti in forza di precedente accordo aziendale, ancorché meno favorevole; e tanto perché l’istituto economico in valutazione ha trovato apposita regolazione all’interno delle due distinte discipline aziendali riferite a due specifici ambiti temporali, non sussistendo – nel vigente ordinamento – l’ultrattività degli accordi negoziali. 



giovedì 12 febbraio 2015

Inammissibile il rito Fornero in relazione all’impugnativa del collocamento a riposo di dirigente medico



L’ordinanza, di seguito pubblicata, si colloca sulla scia della giurisprudenza sin qui formatasi in ordine all’inammissibilità del cd. rito Fornero in materia di impugnativa della risoluzione del rapporto di lavoro per collocamento in quiescenza. Nella fattispecie, più in particolare, viene esclusa, attraverso un articolato corredo motivazionale, l’agibilità della tutela reale ex art. 18 L. 300/70 e, per conseguenza, dal lato processuale, l’operatività della tutela speciale. Il giudice si è uniformato poi all’orientamento dominante sul mutamento di rito, una volta accertata l’inammissibilità del rimedio processuale speciale introdotto dalla L. 92/2012.

mercoledì 11 febbraio 2015

No all’inquadramento superiore dell’ausiliario specializzato nella qualifica di operatore socio-sanitario



La sentenza, che si annota, nel negare il diritto al chiesto superiore inquadramento in ctg Bs (operatore socio-sanitario)  da parte di un dipendente ospedaliero collocato in ctg A (ausiliario specializzato), ha avuto modo di affermare come nella declaratoria di operatore socio-sanitario assuma centralità la relazione del lavoratore con il paziente; relazione che si estrinseca, in particolare, nell’assistenza diretta attraverso interventi igienico-sanitari e di carattere sociale attinenti a tutti gli aspetti della vita del paziente, anche di tipo ambientale. Non avendo l’istruttoria fatto emergere tali peculiarità, ne è conseguito il rigetto della domanda proposta dal dipendente.