Attraverso
la sentenza di seguito pubblicata, il Tribunale di Bari, dando continuità
all’orientamento in materia della Sezione Lavoro, ha negato l’ultrattività
degli accordi negoziali, sostenendo, altresì, che, in presenza di inequivoci
comportamenti concludenti delle parti, non si determina una carenza assoluta di
disciplina e di tutela; e tanto perché il regime economico in precedenza
regolato da un accordo aziendale secaduto resta pur sempre disciplinato da norme
convenzionali eventualmente esistenti, le quali ultime possono manifestarsi
anche per facta concludentia, con conseguente prosecuzione dell’applicazione
delle norme precedenti, ancorchè sottoposte a scadenza.
Sent. Tribunale di Bari n. 1218/2016
venerdì 11 marzo 2016
lunedì 22 febbraio 2016
Inammissibilità del ricorso ex art. 1 co. 49 L. 92/2012 in assenza di illiceità del motivo determinante il recesso.
La sentenza, di seguito pubblicata, in accoglimento delle
tesi difensive svolte da questo studio, statuisce l’inammissibilità del ricorso
azionato con il c.d. rito “Fornero”, in assenza di prova idonea a dimostrare il
dedotto carattere ritorsivo del licenziamento impugnato.
Nella fattispecie, incontestata l’applicabilità della tutela
obbligatoria, incombeva sul lavoratore l’onere della prova del licenziamento
ritorsivo; onere, come rilevato dal giudice, non assolto.
Il giudicante, inoltre, ha ritenuto l’inapplicabilità in via
analogica degli artt. 426 e 427 c.p.c. e dell’art. 4 d.lgs. n. 150/11,
escludendo, per conseguenza, il c.d. switch procedimentale e, coerentemente, concludendo
per l’inammissibilità del ricorso.
mercoledì 17 febbraio 2016
Sgravio cartella esattoriale relativa a contributi per l'assicurazione sociale dei lavoratori dipendenti.
Il giudice del lavoro di Bari, con la sentenza di seguito
pubblicata, all'esito di una complessa attività istruttoria, riconosce l'integrale correttezza dell'operato di una struttura ospedaliera chiamata
dall'Inps al pagamento di euro 2.664.860,57.
Le risultanze dell'espletata istruttoria hanno
definitivamente accertato l'insussistenza del credito trasfuso nella cartella
esattoriale, essendo risultato lo stesso, oggetto di cessione, integralmente
soddisfatto; il giudice ha affermato, altresì, l' inidoneità di un atto notificato dall' Istituto previdenziale ad interrompere i termini di prescrizione.
venerdì 27 novembre 2015
È solo il Ministero della Salute legittimato passivo nelle controversie in tema di indennizzi da emotrasfusioni. La domanda amministrativa per il riconoscimento del relativo indennizzo soggiace al termine di decadenza triennale.
La sentenza, di seguito pubblicata, in linea con
l’orientamento in materia della S.C., conferma la legittimazione passiva del
Ministero della Salute in materia di indennizzi da emotrasfusione ex art. 8 L.
210/92.
La domanda amministrativa per il conseguimento dell’indennizzo
da parte dei soggetti danneggiati da emotrasfusioni deve essere presentata
entro tre anni dall’entrata in vigore della L. 238/97, anche in ipotesi di
epatite postrasfusionale contratta prima del 28/7/97, come affermato dalla
recente sentenza a Sezioni Unite della Suprema Corte (n. 15352 del
22/7/2015).
martedì 20 ottobre 2015
Non compete l’indennità cd. di sala operatoria agli infermieri in servizio presso l’Unità Operativa di Endoscopia Digestiva.
La sentenza, di seguito pubblicata, affronta il tema
interessante, che, nella sua specificità, costituisce una novità nel panorama
giurisprudenziale, della spettanza o meno dell’indennità cd. di sala operatoria a quegli infermieri che, in servizio presso
l’U.O. di Endoscopia Digestiva del reparto di Gastroenterologia, non sono
esposti a specifico rischio.
Il Giudice ha osservato come l’indennità in questione non
costituisca un’indennità di funzione, correlata cioè in modo automatico ad una
particolare mansione, ma un’indennità finalizzata a ristorare l’operatore
sanitario per le prestazioni espletate all’interno di un’area, quale la sala
operatoria, considerata critica.
In tal senso militano sia il tenore della previsione
contrattuale sia la ratio sottesa alla stessa.
Sulla base delle ampie motivazioni, alle quali si rinvia, la
domanda dei ricorrenti è stata rigettata.
venerdì 10 luglio 2015
Non compete l’indennità di turno a dipendente del comparto sanitario che, per esigenze organizzative aziendali, espleta la propria attività lavorativa continuativamente dalle ore 7,00 alle ore 15,00 in un unico turno lavorativo con esclusione di ogni forma di rotazione
La sentenza, di seguito pubblicata, nega il diritto alla
percezione dell’indennità di turno di cui all’art. 44 co. 4 del CCNL del
comparto sanità del 26/7/95 nei confronti di dipendenti espletanti un servizio
programmato esclusivamente in un turno, nella fascia meridiana compresa fra le
ore 7,00 e le ore 15,00; è irrilevante la considerazione che l’articolazione di
tale turno rispondesse alle sole ed esclusive esigenze aziendali che impedivano
ogni forma di rotazione in relazione ai lavoratori ricorrenti.
mercoledì 24 giugno 2015
Non compete l’indennità sostitutiva del preavviso in ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro per inidoneità permanente al servizio di istituto
La sentenza, di seguito pubblicata, affronta l’interessante
questione della spettanza o meno dell’indennità di mancato preavviso in
fattispecie caratterizzata dal
collocamento a riposo per accertata inidoneità permanente al servizio di
istituto.
Il datore di lavoro aveva, in adesione ad un indirizzo della
giurisprudenza amministrativa, accordato alla lavoratrice l’indennità
sostitutiva del mancato preavviso nella misura dimezzata rispetto alla misura
intera prevista dal CCNL del settore sanità, non potendosi inventariare tale
ipotesi né nella categoria delle dimissioni né in quella del licenziamento. La
dipendente ricorreva contro tale decisione aziendale, ottenendo il decreto
ingiuntivo in relazione all’altra metà ritenuta spettantele.
In accoglimento dell’opposizione proposta dal datore di
lavoro, il Giudice risolveva la controversia attraverso la sentenza annotata,
affermando il principio che, nella fattispecie, non competeva alcuna indennità
di mancato preavviso, dovendosi sussumere la fattispecie considerata nella
categoria della risoluzione automatica del rapporto di lavoro.
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